Quotes by Seneca

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9093Breve è la vita in sé, lunga il dolor la rende.
9088Altro l'uom ha sul labbro, altro nel core.
9040Che giovano a quell'uomo ottant'anni passati senza far niente? Costui non è vissuto, ma si è attardato nella vita; né è morto tardi, ma ha impiegato molto tempo per morire.
9022Non chi ha poco è povero, ma chi desidera più di quello che ha.
9037La morte pareggia tutto.
6373Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare.
9078Siate persuasi che è ben difficile essere sempre il medesimo uomo.
9063Nessuno mai condannò la sapienza alla povertà.
9065La calamità è l'opportunità della virtù.
9073E' inevitabile la morte, come è inevitabile la perdita dei beni ; anzi, a ben comprendere, questo è motivo di conforto. Sappi abbandonare tutto serenamente, poiché devi morire.
9050Ho vissuto abbastanza; ora, sazio, aspetto la morte.
9057I piaceri del palato sono simili ai ladri egiziani, che strangolano con un abbraccio.
9019Dipenderai meno dal futuro se avrai in pugno il presente.
9275Quelle est la différence entre les maladies de l'âme et les affects? Je l'ai souvent indiquée, mais la rappellerai ici encore. Les maladies de l'âme sont les vices invétérés, endurcis, comme l'avarice, comme l'ambition. Ces vices enserrent l'âme dans leurs replis et passent à l'état de maux permanents. Pour en donner une définition brève, la maladie de l'âme consiste dans une perversion opiniâtre du jugement, qui porte à croire vivement désirable ce qui ne l'est que médiocrement; c'est, si tu préfères une autre définition, convoiter avec excès des choses à rechercher sans insistance ou à ne rechercher en aucune façon; c'est avoir en singulière estime ce qui ne vaut que peu d'estime ou point du tout. Les affects sont des mouvements de l'âme injustifiables, soudains, impétueux qui, répétés et négligés, font les maladies, de même qu'un catarrhe simple et accidentel produit la toux ; continu et chronique, la phtisie. Ainsi, les âmes qui ont fait le plus de progrès échappent aux prises de la maladie; elles ressentent encore des affects, si près qu'elles soient de l'état parfait.
9051Noi viviamo come se dovessimo vivere sempre, non riflettiamo mai che siamo esseri fragili.
9033Proprio come sceglierò la mia nave quando mi accingerò ad un viaggio, o la mia casa quando intenderò prendere una residenza, così sceglierò la mia morte quando mi accingerò ad abbandonare la vita.
9049Una mente notevole possiede un regno.
9018Il più potente è colui che ha se stesso in proprio potere.
9058La ferita risana, la cicatrice resta.
9020Ciò che è dato con orgoglio ed ostentazione dipende più dall'ambizione che dalla generosità.
8960Chi accoglie un beneficio con animo grato paga la prima rata del suo debito.
8969A me bastano poche persone, anzi anche una sola o addirittura nessuna.
8977La vera felicità è non aver bisogno di felicità.
9071È di gran sollievo pensare che il male che ti è accaduto, tutti prima di te l'han sofferto, e tutti lo soffriranno.
9006Se voglio trastullarmi con qualche buffone, non devo cercarlo lontano: rido di me.
9010È l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi.
8976Dove ci porta la morte? Ci porta in quella pace dove noi fummo prima di nascere. La morte è il non-essere: è ciò che ha preceduto l'esistenza. Sarà dopo di me quello che era prima di me. Se la morte è uno stato di sofferenza, doveva essere così prima che noi venissimo alla luce: ma non sentimmo, allora, alcuna sofferenza. Tutto ciò che fu prima di noi è la morte. Nessuna differenza è tra il non-nascere e il morire, giacché l'effetto è uno solo: non essere.
8965Non deviare dalla natura ed il formarci sulle sue leggi e sui suoi esempi, è sapienza.
9045Perdona sempre gli altri, mai te stesso.
9031Abbiamo davanti agli occhi i peccati degli altri uomini, ma i nostri li portiamo sulla schiena.
9044Noi, assai dissennati, crediamo che essa [la morte], sia uno scoglio, mentre è un porto, delle volte da cercare, ma mai da rifuggire, nel quale se qualcuno è spinto nei primi anni [di vita], non deve lamentarsi più di chi ha navigato velocemente.
8995L'inizio della salvezza è la conoscenza del peccato.
9052Chi è afflitto e mal sopporta una grave ferita ha diritto per qualche tempo alla comprensione, affinché possa saziare e sfogare il proprio impeto del dolore. Ma chi continua a lagnarsi di proposito dev'essere rimproverato affinché impari che anche le lacrime ad un certo punto sono assurde.
9016L'uomo è un animale sociale, le persone non sono fatte per stare da sole.
8997La vita, senza una meta, è vagabondaggio.
8982Chi è nobile? Colui che dalla natura è stato ben disposto alla virtù.
8983Chi si adatta bene alla povertà è ricco.
9061Ci vuole altrettanta magnanimità per riconoscere un favore ricevuto che per renderlo.
8985Chi è temuto teme: non può starsene tranquillo chi è oggetto della paura altrui.
9094Non ha più nulla a perdere chi il credito ha perduto.
9273Krank wird, wer sich auf falsche Urteile versteift.
8989I mali che fuggi sono in te.
8972Fabiano, il mio maestro, si domandava se non fosse meglio non studiare per niente piuttosto che impegnarsi in studi nozionistici.
8996L'uomo è un animale che ragiona.
8959O quam contempta res est homo, nisi supra humana surrexerit.
9059Ascoltami: verso la morte sei spinto dal momento della nascita. Su questo e su pensieri del genere dobbiamo meditare, se vogliamo attendere serenamente quell'ultima ora che ci spaventa e ci rende inquiete tutte le altre.
9008Vivere vuol dir combattere.
9015Nessuna cosa ci appartiene, soltanto il tempo è nostro.
9002Troppi libri sono dispersivi: dal momento che non puoi leggere tutti i volumi che potresti avere, basta possederne quanti puoi leggerne. [...] Leggi sempre, perciò autori di valore riconosciuto e se di tanto in tanto ti viene in mente di passare ad altri, ritorna poi ai primi.
9021La lealtà comprata col denaro, dal denaro può essere distrutta.
8956Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente.
9005Quando insegnano, gli uomini imparano.
9083Niente costa di più di ciò che si è comperato con le preghiere.
8999Molti imparano non per la vita ma per la scuola.
9046Volgi la mente da questa bassa aiuola a così eccelse meditazioni! Fallo adesso, finché il tuo sangue è caldo e sei ancora pieno di vigore, questo è il momento per guardare più in alto!
9028Un grande pilota sa navigare anche con la vela rotta.
8951Luck is what happens when preparation meets opportunity.
9030Il miglior rimedio per la rabbia è l'indugio.
9000Nasciamo diversi, moriamo uguali.
8943In hoc enim fallimur, quod mortem prospicimus: magna pars eius iam praeterit; quidquid aetatis retro est mors tenet.
9023La libertà è l'affrancamento dalle passioni.
8953Non si soffre, in effetti, per la mancanza di questi beni, ma per il pensiero della loro mancanza. Chi ha il possesso di sé non ha perso niente: ma quanti hanno la fortuna di possedere se stessi?
9804Il saggio è colui che sa vivere senza speranza e senza paura.
8974Le ricchezze sono al servizio del saggio, allo sciocco comandano.
9026Non è mai poco quello che è abbastanza.
9025Vivi adesso.
8984Comportati con chi ti è inferiore come vorresti che si comportasse con te chi ti è superiore.
9076Non può godere una vita tranquilla chi pensa troppo a prolungarla e annovera fra i grandi beni vivere a lungo.
8978Un tale ordine non può appartenere a una materia che si agiti casualmente. Un incontro di elementi senza piano e senza disegno non avrebbe questo equilibrio, né una cojavascript:add_record(false)sì saggia disposizione. L'universo non può essere senza Dio.
9070Chi troppo presto giudica, s'affretta al pentimento.
8998Lunga è la via dell'insegnare per mezzo della teoria, breve ed efficace per mezzo dell'esempio.
9087Tal nella solitudine vivi qual fossi in piazza.
8964La felicità è sempre instabile e incerta.
8950Lieve è il dolore che parla. Il grande è muto.
9004Occorre che la legge sia breve, perché più facilmente gli inesperti la ricordino.
8979Rivendica i tuoi diritti su te stesso, e il tempo che finora ti veniva portato via o ti veniva rubato o ti sfuggiva di mano, trattienilo e custodiscilo.
9276Quid inter morbos animi intersit et affectus, saepe jam dixi. Nunc quoque te admonebo : morbi sunt inveterata vitia et dura, ut avaritia, ut ambitio : nimio artius haec animum implicuerunt et perpetua ejus mala esse coeperunt. Ut breviter finiam, morbus est judicium in pravo pertinax, tamquam valde expetenda sint, quae leviter expetenda sunt, vel, si mavis, ita finiamus : nimis inminere leviter petendis vel ex toto non petendis, aut in magno pretio habere in aliquo babenda vel in nullo. Affectus sunt motus animi inprobabiles, subiti et concitati, qui frequentes neglectique fecere morbum, sicut destillatio una nec adhuc in morem adducta tussim facit, assidua et vetus pthisin. Itaque qui plurimum profecere, extra morbos sunt, affectus adhuc sentiunt perfecto proximi.
9029Non credere che si possa diventare felici procurando l'infelicità altrui.
8980Abbandona ogni preoccupazione per la tua esistenza e te la renderai piacevole.
9064Usa le orecchie piuttosto che la lingua.
8954Gran parte del progresso sta nella volontà di progredire.
8942In questo infatti noi sbagliamo: nel fatto che vediamo la morte lontano davanti a noi: gran parte della morte è ormai trascorsa, la morte tiene in pugno tutto il tempo che è dietro a noi.
9024Se la felicità consistesse nella sensualità, le bestie sarebbero più felici dell'uomo; l'umana felicità invece ha sede nell'anima, non nel corpo.
9084Curan la fama i più, pochi l'onore.
3696La vita è come una commedia: non è importante quanto è lunga ma come è recitata.
9085La donna è allor sincera che mostrasi cattiva.
9072La filosofia non respinge né preferisce nessuno: splende a tutti.
9067I mali incerti sono quelli che ci tormentano di più.
9039Moriamo ogni giorno.
9041Ogni piacere ha il suo momento culminante quando sta per finire. In mezzo agli stessi piaceri nascono le cause del dolore.
9038Ogni male ha la sua compensazione. Meno è il denaro, meno i problemi; meno i favori, minore è l'invidia. Perfino in quei casi che ci fanno uscir di senno, non è la perdita in se stessa che ci angustia, bensì la nostra valutazione della perdita.
8993Imperare sibi maximum imperium est.
9081Fuggi l'ambizione e vinci un regno.
9090La speranza del premio allevia la fatica.
9036Penso tra me e me quanti sono gli uomini che esercitano il corpo e quanto pochi quelli che esercitano la mente; quanta gente accorre a un passatempo inconsistente e vano, e che deserto intorno alle scienze; che animo debole hanno quegli atleti di cui ammiriamo i muscoli e le spalle.
9054Se si potesse, preferirei mostrarti ciò che provo senza bisogno di parole.
9042Si può capire il carattere di una persona dal modo in cui accoglie le lodi.
9080Pazienza, non lacrime, necessità richiede.
8994In mezzo agli stessi piaceri nascono le cause del dolore.
7494Comandare non significa dominare, ma compiere un dovere.
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