Quotes by Marcel Proust

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Cessando di essere pazzo, diventò stupido.
L'amore non è una passione disinteressata.
Si diventa morali non appena si è infelici.
La saggezza è un punto di vista sulle cose.
Non si ama più nessuno quando si è innamorati.
Si ama solo ciò che non si possiede del tutto.
Lasciamo le donne belle agli uomini senza fantasia.
Lasciamo le belle donne agli uomini senza immaginazione.
Non c'erano anormali quando l'omosessualità era la norma.
Citando un verso isolato se ne moltiplica la forza attrattiva.
Ognuno ha bisogno di trovare delle ragioni alla propria passione.
É più facile rinunciare ad un sentimento che perdere un'abitudine.
Non c'è vizio che non trovi appoggio compiacente nell'alta società.
Una gran parte di quello che i medici sanno è insegnato loro dai malati.
Il pacifismo moltiplica talvolta le guerre e l'indulgenza la criminalità.
L’idea che da tempo ci siamo fatti di una persona ci tappa occhi e orecchie.
Ciascuno chiama idee chiare quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle sue.
La felicità è benefica per il corpo, ma è il dolore che sviluppa i poteri della mente.
I tre quarti delle malattie delle persone intelligenti provengono dalla loro intelligenza.
Ognuno chiama «chiare» le idee che sono allo stesso grado di confusione delle sue proprie.
Tutte le decisioni definitive sono prese in uno stato d'animo che non è destinato a durare.
È sempre in uno stato d'animo non destinato a durare che si prendono risoluzioni definitive.
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.
La sofferenza è una specie di bisogno dell'organismo di prendere coscienza di uno stato nuovo.
Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi
Nella patologia nervosa, un medico che non dice troppe stupidaggini è un malato guarito per metà.
Il mondo […] non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale.
Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola pazzia.
Tutti siamo costretti, per rendere sopportabile la realtà, a tenere viva in noi qualche piccola follia.
Le attrattive della donna che passa sono generalmente in rapporto diretto con la rapidità del passaggio.
Abbiamo ricevuto dalla nostra famiglia [...] le idee di cui viviamo così come la malattia di cui morremo.
La malattia è il medico più ascoltato: alla bontà, alla scienza si fanno solo promesse; alla sofferenza si obbedisce.
Non sempre la misoginia è indizio di spirito critico e di intelligenza. Talvolta è solo il frutto dell'omosessualità.
Calma non può esserci nell'amore, perché quel che si ottiene è sempre solo un nuovo punto di partenza per desiderare di più.
In amore non può esserci tranquillità, perché il vantaggio conquistato non è che un nuovo punto di partenza per nuovi desideri.
A partire da una certa età, per amor proprio e per furberia, le cose che desideriamo di più sono quelle a cui fingiamo di non tenere.
[...] come tutte le persone che non sono innamorate, s'immaginava che ci sia dato scegliere la persona che si ama dopo mille deliberazioni e secondo qualità e opportunità diverse.
Certe qualità aiutano a sopportare i difetti del prossimo [...] e un uomo di grande ingegno presterà di solito meno attenzione alla stupidità altrui di quanta ne presterebbe uno sciocco.
Di solito viviamo con il nostro essere ridotto al minimo, e la maggior parte delle nostre facoltà restano addormentate, riposando sull'abitudine, che sa quel che c'è da fare e non ha bisogno di loro.
Viviamo di solito nell'abitudine, con il nostro essere ridotto al minimo. Le nostre facoltà restano addormentate, riposando sui guanciali dell'abitudine: essa sa quello che c'è da fare e non ha bisogno di loro.
There is no one, no matter how wise he is, who has not in his youth said things or done things that are so unpleasant to recall in later life that he would expunge them entirely from his memory if that were possible.
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.
È più ragionevole sacrificare la propria vita alle donne piuttosto che ai francobolli, alle vecchie tabacchiere, perfino ai quadri e alle sculture. L'esempio delle altre collezioni dovrebbe però ammonirci a cambiare, a non avere una sola donna, ma molte.
Leggendo il nuovo capolavoro di un uomo di genio, vi troviamo con piacere tutte le nostre riflessioni che avevamo disprezzate, le allegrie, le tristezze che avevamo contenute, tutto un mondo di sentimenti da noi disdegnati e di cui il libro dove le ravvisiamo ci rivela istantaneamente il valore.
Allo stesso modo, produce opere geniali non chi vive nell'ambiente più squisito, chi ha la conversazione più brillante, la cultura più vasta, ma chi, cessando bruscamente di vivere per sé, ha avuto il potere di rendere la propria personalità simile a uno specchio, in modo che la sua vita, per quanto possa essere mondanamente e anche, in un certo senso, intellettualmente, mediocre, vi si rifletta: perché il genio consiste nel potere riflettente e non nella qualità intrinseca dello spettacolo riflesso.
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