Quotes by Emily Dickinson

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Ringraziarla sarebbe profanarla – Ci sono momenti in cui ogni Gratitudine è dissacrazione.
Esito su quale parola scegliere, perché non posso sceglierne che poche e ognuna dev'essere essenziale, ma rammenta che la più vivida operazione terrena è contenuta in una sillaba, anzi, persino in uno sguardo.
Dopo un grande dolore, arriva un sentimento formale.
Grazie a Dio un mondo c'è, e gli amici che amiamo dimorano in eterno in una casa lassù. Temo di essere incoerente, ma pensare ai miei amici mi dà una tale delizia che dimentico il tempo e il senso comune e così via.
Non sapendo quando l'alba arriverà, tengo aperta ogni porta.
Una Lettera è una gioia Terrena – | è negata agli Dei.
Sono tutto e il contrario di tutto.
Susie – ci vuole poco a dire quanto si è soli - chiunque può farlo, ma portare la solitudine accanto al cuore per settimane, quando dormi, e quando sei sveglia, con sempre qualcosa che ti manca, questo, non tutti riescono a dirlo, e mi sconcerta. Ne dipingerei un ritratto che indurrebbe alle lacrime, se avessi la tela per farlo, e la scena sarebbe la solitudine, e le figure – solitudine – e le luci e le ombre, ciascuna una solitudine. Potrei riempire una stanza con paesaggi così solitari, la gente si fermerebbe là a piangere; poi andrebbe di fretta a casa, per ritrovare una persona amata.
Sola, non posso essere – | Schiere – mi fanno visita – | Inafferrabile Compagnia – | che si beffa della Chiave – || non hanno Vesti, né Nomi | niente Calendari – né Luoghi – | ma Dimore diffuse | come gli Gnomi - || il loro Arrivo, può essere annunciato | da intimi Messaggeri – | la loro partenza – no – | perché non partono mai.
Grazie per la tua Tenerezza – Trovo che sia l'unico cibo che la Volontà accetti, e nemmeno dalle dita di tutti.
C'è una solitudine dello spazio | una solitudine del mare | una solitudine della Morte, ma queste | sono comunità | confrontate con quell'area più profonda | quell'intimità polare | un'anima al cospetto di se stessa.
L'immutabilità è il mutare della Natura.
La verità deve abbagliare gradualmente O tutti sarebbero ciechi.
L'Estasi da immaginare, | sarebbe un'attestata Beatitudine | se la Grazia potesse parlare.
Ogni pazzia è suprema saggezza per un occhio che sa vedere... molta saggezza, la più pura follia!
Le piccole frasi che ho iniziato e mai finito – i piccoli pozzi che ho scavato e mai riempito.
Si può essere più soli | Senza la Solitudine.
La separazione da coloro che non si sono mai incontrati, sarà una delusione, o piuttosto, un trappola svelata che darà più tardi i suoi frutti?
Prima di amare, io non ho mai vissuto pienamente.
Fai che per te io sia l'estate anche quando saran fuggiti i giorni estivi.
Che si sia temporaneamente permanenti, è confortante sapere, anche se non sappiamo di più.
Il Cervello | è più ampio del Cielo.
Molte volte pensai che la Pace fosse arrivata | quando la Pace era tanto lontana – | come i Naufraghi – che credono di avvistare la Terra – | al Centro del Mare – || e lottano stremati – solo per scoprire | tanto disperatamente come me – | quanto illusorie le Rive – | o un qualsiasi Porto siano.
L'Impossibilità, come il Vino | eccita l'Uomo | che l'assapora; La Possibilità | è insipida – Aggiungi || una pur pallida traccia di Rischio | e nel Sorso di prima | un incantesimo produce l'ingrediente | certo come una Condanna.
Molta pazzia è il Sentimento più sublime Ad un Occhio perspicace. Molto Sentimento, la Pazzia più desolante.
Amo queste piccole fantasie, eppure le amerei di più se non fossero davvero così fantasiose come sembrano essere – ho fantasticato così tante volte e così tante volte sono tornata a casa per scoprire che erano solo fantasie che ho quasi paura di sperare in ciò che desidero tanto.
Quando sentiamo il bisogno di un abbraccio, dobbiamo correre il rischio di chiederlo.
Non avessi visto il Sole | avrei potuto sopportare l'ombra | ma la Luce un rinnovato Deserto | il mio Deserto ha reso.
Meglio accendere una candela che brancolare nell'oscurità.
Ho trovato un uccello, stamattina, giù – giù – su un piccolo cespuglio in fondo al giardino, e gli ho chiesto perché cantasse, visto che nessuno ascoltava. Un singhiozzo in gola, un palpito del petto – "La Mia occupazione è cantare" – ed è volato via! Chissà se i cherubini, un giorno, anch'essi, ugualmente pazienti, hanno ascoltato, e applaudito il suo inno passato inosservato?
Come altre cose, come alcuni abiti, un bel giorno l'amore ci diventa stretto, così lo riponiamo in un cassetto. Passa il tempo, lo tiriamo fuori: non è più alla moda, è vecchio stile, come i vestiti dei nostri antenati.
L'incertezza è l'unione del Nulla con l'Immortalità.
I cani sono migliori degli esseri umani perché sanno ma non dicono.
Questo fu un Poeta – | è colui Che | distilla un senso sorprendente | da Significati Ordinari – | ed Essenza così immensa.
Il Pensiero è silenzioso come un Fiocco – | uno Schianto senza Suono.
I narcotici non possono calmare il dente che rode l'anima.
Il sole non brilla per niente, ma posso sentirne un raggio che mi s'insinua nell'anima e rende tutto estate, e ogni spina, una rosa.
La vita è intensa e veloce – Si affronta senza rotte ma a ondate designate.
Il soffrire è umano non è elegante.
Indugia sulle possibilità.
Ciò che posso fare, lo farò.
Anche se sarà di poco conto come una Giunchiglia.
Quello che non posso - deve restare
Ignoto alla possibilità.
Le Foglie sono molto allegre – ma sappiamo che sono anziane – C'è emozione da dissimulare, nella loro dipartita.
Casa è un luogo santo – né dubbio né sospetto può varcare il suo sacro ingresso.
La mente vive del cuore, come un altro parassita, se questo è robusto la mente è grassa. Ma se il cuore lesina l'ingegno deperisce.
Il successo è considerato più dolce da chi non lo ha mai raggiunto.

La sottrazione dell'Alimento dell'Estasi non sottrae l'Estasi in sé.
L'Anima sceglie i suoi Compagni – | poi – chiude la Porta – | alla sua divina Maggiore età – | non presentarne più – || Impassibile – nota le Carrozze – che si fermano – | al suo modesto Ingresso – | Impassibile – un Imperatore inginocchiarsi | sul suo Zerbino – || Mi risulta che – in mezzo a tanti – | ne sceglie Uno – | poi – chiude le Valve della sua attenzione – | come una Pietra.
Il cuore prima chiede gioia,
Poi assenza di dolore,
Poi gli scialbi anodini
Che attenuano il soffrire,
Poi chiede il sonno, e infine
Se a tanto consentisse
Il suo tremendo Giudice,
Libertà di morire.
Non devi aver paura che io mi senta sola se mi lasci, perché spesso mi separo da cose che immaginavo di aver amato, – a volte per la tomba, e a volte per un oblio molto più amaro della morte – perciò il mio cuore sanguina così spesso che non farò caso all'emorragia, e aggiungerò solo un'altra agonia alle tante che l'hanno preceduta, e alla fine della giornata commenterò – è scoppiata una bolla di sapone!
Il ricordo è il grande tentatore.
La stupidità è più tremenda (terribile) del dolore, perché è la stoppia del suolo in cui è cresciuto il dolore.
L'anima per se stessa | È un'amica imperiale – | O la più angosciante Spia – | Che un Nemico – possa inviare.
L'anima sceglie la sua società, poi chiude la porta.
Non scoprire la debolezza è l'artificio della forza.
Molta follia è suprema saggezza | per un occhio che capisce – | Molta saggezza, la più pura follia.
I Sogni sono l'elusiva Dote | che ci fa ricchi per un'Ora – | poi ci gettano poveri | fuori della Purpurea Porta | dentro i nudi Confini | che avevamo prima.
I Condannati – considerano l'Alba | con un Piacere diverso – | perché – quando la prossima splenderà di nuovo | dubitano di esserne testimoni.
Morii per la Bellezza, e non appena mi ebbero accomodata nella tomba un uomo morto per la Verità venne deposto nella stanza attigua. Mi chiese piano perché fossi morta. "Per la Bellezza", gli risposi pronta. "Io per la Verità", soggiunse lui. "Sono una cosa sola, siam fratelli." Come parenti incontratisi una notte, conversammo da una stanza all'altra, finché il muschio ci raggiunse le labbra, ricoprendo per sempre i nostri nomi.
La genziana è un fiore avido, e ci prende tutti di sorpresa.
Essere ricordati è quasi come essere amati, ed essere amati è il Paradiso [... ].
[... ] non m'importa del corpo – io amo l'anima, la timida, pudica, ritrosa anima – che si nasconde perché ha paura, e il corpo baldo e invadente – scusi signora mi ha chiamato?
Veleno è forse l'immortalità, se gli uomini ne senton così il peso?
La bellezza mi riempie fino a morirne | Bellezza abbi pietà di me | ma se dovessi spirare oggi | lascia che sia guardando te.
Il Marinaio non può vedere il Nord – ma sa che l'Ago può.
Il Paradiso non è più lontano
Della camera accanto -
Se in quella camera un amico attende
Felicità o rovina.
Che forza c'è nell'anima
Che riesce a sopportare
L'accento di un passo che si appressa -
una porta che si apre.
L'Estate è più corta di qualsiasi cosa – | la Vita è più corta dell'Estate – | settant'anni si spendono in fretta | come un singolo Dollaro.
Sarei forse più sola senza la mia solitudine.
Il passato non è un pacchetto che si può mettere da parte.
Forse l'Affetto ha sempre una domanda in più che si era dimenticato di fare.
Com'è triste avere una natura fiduciosa, speranze e sentimenti sono in balia di tutti quelli che passano; e com'è desiderabile essere un individuo impassibile, le cui speranze e aspirazioni sono al sicuro nel taschino del panciotto, e quella è una tasca ben fatta, e uno non può essere derubato!
Non credo che ci sarà luce del sole, o uccelli canterini nella primavera che sta arrivando; cercherò una tomba prematura, quando l'erba diventerà verde; amerò invitare là gli uccelli se hanno una musica gentile, e i più dimessi tra i fiori di campo, e gli umili, malinconici insetti. Com'è preziosa la tomba Abiah, quando tutto ciò che amiamo riposa là, e l'affetto ci porterebbe a raggiungerli volentieri, se coloro che abbiamo perso si sentissero soli!
Sapete che il mio gatto ideale ha sempre un enorme topo in bocca, che sta lì lì per sparire – sebbene lo sparire abbia in sé un fascino particolare. È vero che l'ignoto è il bisogno maggiore dell'intelletto, anche se, per questo, nessuno pensa di ringraziare Dio.
Se potessi rivederti fra un anno farei tanti gomitoli dei mesi. Se l'attesa fosse di secoli li conterei sulla mano. E se sapessi che finita questa vita la mia e la tua proseguiranno insieme, getterei la mia come inutile scorza e sceglierei con te l'eternità.
Il tempo è corto e pieno, come un Vestito fuori misura.
Mi piace il volto dell'agonia perché so che è sincero.
La Natura usa il Giallo più raramente | di ogni altra Tinta – | lo serba tutto per i Tramonti | prodiga d'Azzurro || consuma lo Scarlatto, come una Donna | che il Giallo si permette | solo di rado e con misura | come le Parole di un Innamorato.
Morire: richiede appena un breve momento.
Educa un Cuore alla strada che dovrebbe fare e appena potrà devierà da essa.
Noi che abbiamo l'Anima moriamo piú spesso.
La fede è il ponte senza pilastri che porta ciò che vediamo verso la scena invisibile, troppo tenue per l'occhio.
Portami il tramonto in una tazza | conta le anfore del mattino | le gocce di rugiada. | Dimmi fin dove arriva il mattino – | quando dorme colui che tesse | d'azzurro gli spazi. || Scrivimi quante sono le note | nell'estasi del nuovo pettirosso | tra i rami stupefatti – quanti passetti | fa la tartaruga – | Quante coppe di rugiada beve | l'ape viziosa.
Emergere da un Abisso, e rientrarci – questa è la Vita, non è vero, Cara?
Io non sono Nessuno!
Tu chi sei? Anche tu - sei - Nessuno?
Bene allora saremo in due!
Ma non dirlo a nessuno!
Ci caccerebbero - e tu lo sai!
Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore.
Se fossi certa che dopo questa vita tu e io vivremo ancora, la getterei, come una buccia, per prendere l'eternità.
Non parlavo mai - se non sollecitata. In quei casi - brevemente - a voce bassa. Non mi riusciva di vivere nella confusione. Mi vergognavo del chiasso.
Non sono solo Sogni tutti i Fatti non appena ce li lasciamo alle spalle?
Le competizioni del cielo | incorrotte procedono.
Tentare di parlare di ciò che è stato, sarebbe impossibile. L'Abisso non ha Biografo.
Nessun sogno si può paragonare alla realtà, perché la Realtà stessa è un sogno dal quale solo una porzione di Umanità si è risvegliata e parte di noi è una Penisola non familiare.
La "Regola Aurea" è così amabile, che non ha bisogno di polizia per essere rispettata.
[... ] Se i morenti potessero aver fiducia della Morte, non ci sarebbero Morti [... ].
Le inezie – come la Vita – e il Sole, le Riconosciamo in Chiesa, ma l'Amore che le avvilisce, non avendo Alleato, muore senza una Parola.
Se avessimo meno da dire a quelli che amiamo, forse lo diremmo più spesso, ma arriva il tentativo, poi l'inondazione, poi è tutto finito, come si dice dei morti.
Non vedere ciò che amiamo, è terribile – e parlarne – non dà sollievo – e nulla lo dà – se non lui stesso.
Se potrò impedire a un cuore di spezzarsi,
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena,
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido,
non avrò vissuto invano.
Com'è bello essere nelle Tombe | dove l'Umore della Natura non penetra | né proiettile mai arriva.
Accorgendomi che le parole non erano di nessun giovamento, sono ricorsa alle lacrime.
La Morte non riesce a saccheggiare tanto velocemente quanto il Fervore a recuperare.
Perdere ciò che non abbiamo mai posseduto può sembrare un'eccentrica Privazione ma il Presumere ha la sua parte di Afflizione proprio come l'Esigere.
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