Aphorisms by Bruno Cancellieri on Solitudine
Solitudine

Recensione di Luigi Anepeta

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Anche quando siamo soli interagiamo con gli altri dentro di noi.
Si è tristi perché si è soli o si è soli perché si è tristi? Sono veri entrambi i casi.
La solitudine è insopportabile. Per evitarla siamo disposti perfino a farci indottrinare.
Quanto più in alto si vola rispetto alla media, tanto più grande è la probabilità di restare soli.
Non basta stare insieme a qualcuno per non sentirsi soli. Ciò che conta è il reciproco desiderio di stare insieme.
Solo quando si è soli si può essere liberi. Ma se lo si è troppo a lungo, si può diventare schiavi del bisogno e della paura degli altri.
Dobbiamo scegliere di quale sofferenza soffrire: quella causata dalla solitudine o quella causata dall'assurdità del comportamento altrui.
La solitudine è una medicina da prendere a dosi che non vanno superate, pena l'emarginazione. Ognuno può permettersi dosi più o meno forti, a seconda delle proprie capacità.
Un individuo non è mai solo, ma è sempre interiormente e inconsciamente accompagnato da un Altro ideale, una persona che egli spera sempre di incontrare in uno o più altri individui nella vita reale.
Non siamo mai mentalmente soli perché anche nella solitudine la nostra mente si prepara ai prossimi incontri o scontri con gli altri. Tutto si fa per gli altri, con loro, per servirci di loro o difenderci da loro.
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