Aphorisms by Bruno Cancellieri on Ragione
Ragione

Recensione di Luigi Anepeta

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Chi vince ha sempre ragione.
Ragionare è semplice, vivere è complicato.
In un certo senso hai ragione, in un altro, torto.
La ragione non ha sempre ragione, a volte sbaglia.
Quando la ragione ci accusa, preferiamo l'irrazionalità.
Se ammetto che hai ragione, non significa che io abbia torto.
Nessuno ha completamente ragione, ma ognuno ha le sue ragioni.
Ognuno avrebbe ragione se la realtà fosse semplice come la vede.
La ragione serve soprattutto a giustificare le decisioni del cuore.
Ha sempre ragione chi definisce a suo modo il significato delle parole che usa.
Ragionare o non ragionare, questa è la scelta che ogni umano deve fare in ogni momento.
Può succedere che due persone con idee diverse abbiano entrambe ragione e/o entrambe torto.
Ognuno ha ragione dal suo punto di vista, ma certi punti di vista sono più limitati di altri.
La ragione obbedisce ai sentimenti senza accorgersene e si illude che i sentimenti le obbediscano.
Suppongo che lo scopo della ragione sia quello di obbedire ai sentimenti e arbitrarne i conflitti.
Per definizione, l'irrazionale non può tener contro del razionale, ma il razionale può e dovrebbe tener conto dell'irrazionale.
Ognuno ha ragione dal suo punto di vista. Perciò l'importante non è avere ragione, ma avere un punto di vista più alto e più ampio.
Ragione e torto dipendono dal contesto o paradigma di riferimento. Due persone che comunicano sulla base di contesti o paradigmi diversi, o più semplicemente con punti di vista diversi, possono avere entrambe ragione (rispetto ai propri punti di vista, contesti e paradigmi) anche se dicono cose opposte. E' il contesto che dà significato al testo. Senza un contesto di riferimento qualsiasi affermazione non significa alcunché.
La ragione, intesa come verità razionale oggettiva e universale, non esiste. Esistono ragioni, cioè logiche individuali, consce e inconsce, più o meno efficaci ed efficienti, per la soddisfazione dei bisogni propri e altrui. Una di queste logiche, che qui vi propongo, consiste nell'idea che noi umani abbiamo bisogno gli uni degli altri, cioè della reciproca cooperazione, ma che gli altri possono costituire un pericolo, un inconveniente, un ostacolo per la soddisfazione dei nostri bisogni. Ciò è dovuto alla naturale competizione per le posizioni gerarchiche più alte e per le risorse più limitate ed ambite. Le nostre logiche consce dovrebbero essere dunque finalizzate a trovare la relazione ottimale tra noi e gli altri, il giusto compromesso tra il dare e il ricevere, tra il prendere e il lasciare, tra l'egoismo e l'altruismo.
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