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Aphorisms by Bruno Cancellieri on Criticare
Criticare

Recensione di Luigi Anepeta

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Anche le critiche debbono essere criticabili.
Se vogliamo un futuro migliore, dobbiamo imparare a criticare il presente.
È facile criticare qualcuno dopo avergli arbitrariamente attribuito idee e intenzioni criticabili.
Non si può criticare impunemente la società in cui si vive, ovvero le persone con cui si interagisce.
Ci sono persone che non sanno distinguere una critica costruttiva da una manifestazione di disprezzo, arroganza o aggressività.
Per risolvere i quotidiani doppi vincoli della nostra civiltà, molti ricorrono all'autoinibizione (inconscia) della propria capacità critica.
Di solito, chi critica non ha dubbi sulle idee e le intenzioni del criticato e non è consapevole del fatto che si tratta solo di sue interpretazioni.
La critica sociale è l'attività intellettuale più difficile e ingrata, sebbene essa sia ciò di cui la società ha più bisogno per migliorare. Perché a nessuno piace essere criticato.
E' facile che una critica venga percepita come un'offensiva manifestazione di disprezzo. Criticare e disprezzare sono due cose diverse, ma non tutti riescono ad apprezzare la differenza.
Bisogna criticare tutto ciò che l'uomo fa e dice, a partire da ciò che noi stessi facciamo, diciamo e pensiamo. Perché nessuno è innocente, nessuno onnisciente e nessuno immune da errori.
Succede raramente che le mie idee vengano criticate, spesso che vengano ignorate o fraintese. Quando qualcuno mi critica è più per ciò che non dico, non vedo, non sento o non capisco, che per ciò che dico.
Criticare o non criticare, questo è il dilemma. Perché se critico mi rendo antipatico a tutti quelli che direttamente o indirettamente sono toccati dalle mie critiche; se non critico sono complice di tutte le stupidità e malvagità di cui io e i miei simili siamo capaci.
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