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Aphorisms by Bruno Cancellieri on Comprensione
Comprensione

Recensione di Luigi Anepeta

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Ho capito che non avevo capito.
Per capire una cosa bisogna viverla.
Non si può capire ciò che non si conosce.
Se gli altri non ti capiscono, cerca tu di capire loro.
Comprendere per interagire, interagire per comprendere.
Di una persona possiamo capire solo ciò che ci è affine.
È difficile comprendere ciò che ci disturba o ci repelle.
Dimmi cosa comprendi (e cosa non comprendi) e ti dirò chi sei.
Comprendere una persona non implica condividere ciò che essa dice o pensa.
Disprezzare ciò che non si capisce è tipico degli ignoranti e degli stolti.
Non si comprende ciò che si disprezza, e si disprezza ciò che non si comprende.
Comprendere un'entità significa trovarle un posto nella propria visione del mondo.
Comprendere l'incomprensibile è sintomo di una malattia mentale o di una illusione.
La maggior parte della gente pensa che ciò che non riesce a capire non sia importante.
Se uno non vuol capire una certa cosa è perché non capisce che capirla potrebbe essergli utile.
Io non voglio capire tutto poiché non posso capire tutto, ma voglio capire tutto ciò che posso capire.
Se non capiamo un discorso forse è perché esso ne presuppone altri che non conosciamo o che non condividiamo.
La maggior parte della gente è talmente occupata a vivere la sua vita che non ha il tempo per cercare di capirla.
Ogni cosa ha un senso, anche se non lo capiamo. Il nonsenso non esiste, è la giustificazione di chi non riesce a comprendere.
Meglio rivolgersi agli sciamani, visto che i medici sono tutti pagati dalle multinazionali del farmaco. Molti la pensano davvero così.
Se io ti parlo di un concetto filosofico e tu capisci immediatamente ciò che ti dico, vuol dire che non ti sto dicendo nulla che tu non sapessi già.
A volte non riusciamo a capire un discorso semplicemente perché è falso. Non comprendere una falsità ci salva dall'essere ingannati e dal propagare l'inganno.
Tutto ciò che avviene, specialmente negli esseri viventi e tra di loro, è il risultato di logiche più o meno complesse di cui capiamo (bene o male) solo alcuni aspetti o che sono da noi del tutto incomprese.
Criticare è un diritto e un dovere, se si vuole migliorare la società. Tuttavia prima di criticare bisogna comprendere, perché non ha senso criticare ciò che non si comprende. La "comprensione critica" è l'atteggiamento ideale.
Capire un'idea significa riuscire a spiegarla usando i propri schemi e le proprie categorie mentali. Un'idea incompatibile con i propri schemi e le proprie categorie mentali risulta incomprensibile finché questi non cambiano fino al punto di comprenderla.
A volte, per comprendere una configurazione di cose, persone, eventi e relazioni che ci appare incomprensibile, basta aggiungere ad essa un ulteriore elemento particolare, che in tal caso può definirsi "elemento chiave". Quando non riusciamo a comprendere qualcosa, cerchiamo dunque l'elemento chiave mancante.
Se il mio interlocutore non mi capisce ci possono essere varie possibili cause, anche concomitanti, come le seguenti:
1) mi sono espresso male;
2) ho detto cose false o assurde;
3) il mio interlocutore non è abbastanza intelligente o istruito per capirmi;
4) il mio interlocutore mi detesta;
5) il mio interlocutore non mi ascolta o mi ascolta solo in parte.
Quando sentiamo un discorso, se supponiamo a priori che esso sia sensato, logico, fondato e plausibile, ci sforziamo di comprenderlo, e alla fine necessariamente lo comprendiamo facendo, se necessario, forzature, omissioni, salti illogici, distorsioni, e/o attribuendo significati arbitrari e di comodo alle parole usate. Se invece non escludiamo, sin dall'inizio, che quel discorso possa essere falso, illogico e/o assurdo, allora non abbiamo bisogno di forzature, omissioni, salti illogici, distorsioni o di attribuire significati arbitrari alle parole, e forse per buone ragioni non comprendiamo quel discorso se esso è alla fonte falso, infondato, illogico o insensato.
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